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UN SOGNO PUO’ DIVENTARE REALTA’. GIOVANNA GIARDINA RACCONTA LA SUA STORIA

foto 2L’interesse per la recitazione e per  il teatro nasce in me già tra i banchi di scuola. Poi, Nel 2011, entro a far parte  della compagnia teatrale del paese, Santa Margherita di Belice:  “I Gatti…Pardi” sotto la regia e la guida appassionata e brillante della Prof.ssa Anna Maria Viola. Proprio in quegli anni capisco che quell’interesse nasconde una grande passione, scopro l’emozione dell’approccio ad un testo teatrale e al mondo interiore dei personaggi, scopro  la magia del teatro. Finito il liceo, faccio una scelta dettata dall’interesse ma non dalla passione e anche spinta dalla famiglia cerco una strada che appaia più sicura. Mi trasferisco a Torino per studiare Ingegneria Chimica e Alimentare al Politecnico. Sono affascinata dalle materie che studio ma vivo in una bolla, nascondendo a me stessa e al mondo la mia vera natura.

“Quella strada non esiste più per te” mi dicevo in sordina. Non parlavo di teatro, non andavo a teatro e faticavo a vedere i film. Mi impegnavo tanto con lo studio, ma vivevo una situazione emotiva via via distruttiva.

Un giorno accade l’inimmaginabile per me. Inciampo sul monologo che Pierfrancesco Favino porta a Sanremo tratto da “La notte poco prima della foresta” di Koltès. Vengo travolta dall’emozione.È stato in quel momento che ho capito che dovevo guardarmi davvero dentro, che non ce l’avrei fatta più a nascondere il fuoco che ardeva.

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Carissimo PINOCCHIO

Il supporto della mia famiglia è stato fondamentale affinché io prendessi la decisione di inseguire il mio sogno.  Inizio ad informarmi sulle scuole di recitazione e mi preparo ai provini.

Ricordo che a quel punto ho avuto il coraggio per la prima volta, dopo anni che vivevo a Torino, di guardare il cartellone, l’edificio , la porta d’ingresso e ciò che potevo scorgere dal fuori di un teatro torinese e di essere  rimasta a piangere lì davanti per un tempo indefinito solo perché potevo dire a me stessa che quello era il luogo che volevo vivere. A 23 anni, a pochi esami dalla laurea, sospendo gli studi, non abbandono la carriera universitaria ma lascio Torino. Mi trasferisco a Roma per studiare al Centro Internazionale La Cometa, lasciando mia sorella, il mio ragazzo e tutti gli amici, non conoscendo nessuno, sapendo che ad accogliermi ci sarebbe stata la gioia di seguire il cammino verso il mio sogno. La scelta della scuola è avvenuta dopo una ricerca accurata e molto approfondita, volta a trovare professionalità e grande esperienza del corpo docenti, qualità ulteriormente confermate poi di persona grazie ad un’intera settimana di prova d’ammissione svolta con tutti i docenti.

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Le smanie per la villeggiatura, Carlo Coldoni

Adesso eccomi qui, sono quasi alla fine del secondo anno di questo Triennio professionale di Recitazione. Fin da quando ho messo piede in questo magico posto,  non è passato giorno in cui io non sia stata grata per questa grande occasione. Sto avendo la possibilità di studiare la professione dell’attore, con maestri competenti  e appassionati,  con registi del panorama teatrale italiano. La formazione avviene anche sul campo grazie ai seminari organizzati dalla nostra scuola con registi, studiosi e drammaturghi, corsi intensivi e convenzione con Roma Tre. Inoltre ho la possibilità di seguire a prezzi agevolati la stagione teatrale ufficiale e off  per tutti e tre gli anni. In classe siamo in 12 e ogni giorno abbiamo 8 ore di lezione. Finite le lezioni rimaniamo a studiare e a preparare i lavori richiesti. Oltre alla materia principale che è ovviamente Recitazione studiamo materie come Movimento, Educazione della voce, Dizione, Canto, Danza, Scherma, Cinema. Tutto questo ci insegnaanche ad avere consapevolezza del nostro strumento, corpo e voce, di imparare a costruire un training personale e di gruppo che sia efficace.Un grande privilegio, per noi allievi attori de La Cometa è quello di seguire regolarmente lezioni di Feldenkrais,un sistema di educazione somatica che attraverso il movimento porta a sviluppare una piena consapevolezza di sé e migliora la propria auto immagine.

In questo secondo anno oltre a studiare le varie materie lavoriamo ogni trimestre con un regista diverso portando in scena il lavoro con delle prove aperte. Tutto il terzo anno sarà poi volto esclusivamente alla realizzazione di spettacoli e cortometraggi.

Quello che ho scelto è un percorso tutto in salita, che richiede tanta determinazione, forza, grinta,nel quale bisogna predisporsi ad  imparare sempre e da qualsiasi situazione, dalle correzioni, dagli altri, dalle esperienze di ogni giorno. Questo è il momento in cui posso sbagliare, perché sbagliando imparo il triplo e perché non si deve mai avere paura di proporre un lavoro, bisogna studiare tanto epoi credere fino in fondo. Bisogna credere, cadere e amare le proprie cadute per rialzarsi in un punto più avanzato del precedente. Ho la grande fortuna di avere dei compagni di viaggio stupendi che in questo percorso sono una fetta fondamentale della mia crescita e della mia felicità.

Che ovvianamente parlando, la scuola in questo momento della mia vita è il mio giardino dei ciliegi, il luogo magico al quale lego tante emozioni e tanti ricordi indelebili. Sono fiduciosa sul futuro, perché sono certa che non smetterò mai di credere in quello che amo e di studiare. Se e quando arriveranno momenti di sconforto terrò a mente le parole della mia cara maestra: “La frustrazione si combatte lavorando! ”.

Uno di quei momenti di sconforto lo si sta attraversando, proprio in questi mesi, in tutto il mondo. Nella nostra realtà accademica, la scuola e i docenti stanno facendo il massimo per assicurarci continuità, siamo sempre impegnati nella realizzazione di video, lezioni online e ricerche. È certo che quello che stiamo vivendo però  è un momento difficilissimo, in cui il pensiero va ogni giorno a chi sta soffrendo e alle tante persone che si ritrovano  in difficoltà economiche. Quello che nel piccolo sto cercando di fare per ritrovare un equilibrio è di vivere questo momento di solitudine come un momento di grande crescita, dedicandomi a dei progetti personali che non ho mai avuto il tempo di realizzare, dedicandomi al silenzio e all’ascolto e studiando tanto, perché ci sono sempre un’infinità di cose da conoscere e da imparare.

 

Mi fa piacere condividere questa mia esperienza perché spero che sia di sprone a tanti giovani che hanno una forte passione e che pensano sia impossibile inseguire veramente un sogno. Non ho mai pensato nemmeno per un momento di girarmi indietro. La passione è vita. Io sono rinata, e insieme a me anche chi mi vuole bene.

24-04-2020

 

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