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Sicilia chiusa: quarantena e tamponi per chi arriva dal nord

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La nebbia sulla fase-2 comincia lentamente a diradarsi.L’atteggiamento del governo della Regione, da “vorrei ma non posso”, si palesato ieri con le richieste di Musumeci a Giuseppe Conte. Niente di sconvolgente, sia chiaro: “Per riaprire e ripartire bisogna tenere conto delle specifiche esigenze di ogni territorio, in base al dato epidemiologico – ha detto Musumeci, in collegamento con la cabina di regia -. Anche perché gli interessi economici delle regioni del Nord non sempre coincidono con quelli del Sud”. Il governatore ha avuto una giornata lunga, condita dagli insulti al parlamento siciliano e dall’incontro con gli altri governatori di centrodestra. Ma stando alle note ufficiali, di proposte – vere – ne sono quagliate pochine: “A Roma chiediamo il dialogo non la diffida – ha detto Musumeci -. Auspico che la presa di posizione della maggioranza dei governatori, ma credo condivisibile anche dai colleghi del centrosinistra, possa suggerire a Conte l’opportunità di una riflessione. Il decreto del premier non convince nessuno. Non c’è una sola categoria del mondo produttivo che abbia espresso pieno apprezzamento”.

“Capisco la preoccupazione, il timore di un calo di tensione – conclude il presidente della Regione – ma nessuno vuole vanificare lo sforzo finora compiuto, soprattutto da noi in Sicilia. Bisogna però ridare respiro alle imprese, nel rispetto della sicurezza. Su un solo tema restiamo fermi nell’Isola: accessi limitati ancora per qualche settimana”. E proprio su quest’ultima direttrice si è mosso l’assessore alla Salute, Ruggero Razza. La possibilità, da lunedì, di tornare presso la propria residenza o domicilio, vale anche per le migliaia di persone trapiantate al Nord per motivi di lavoro o di studio. Potranno rientrare a casa per una visita ai congiunti e nessuno potrà impedirglielo. Potranno farlo coi mezzi a propria disposizione: in macchina, attraversando lo Stretto di Messina (dove ci sono cinque traghetti al giorno), in aereo, con quei pochi che resistono su Catania e Palermo; oppure in treno.

Dovranno rimanere tutti a casa. “L’ordinanza che impone l’obbligo di quarantena a chi arriva da fuori — anticipa l’assessore Razza — sarà prorogata oltre lunedì. Al termine dell’autoisolamento ci sarà anche il tampone”. Fanno eccezione i lavoratori edili: quelli che arrivano da fuori regione per i cantieri che sono già ripartiti o che ripartiranno nei prossimi giorni dovranno solo farsi controllare dall’Asp, e all’esterno dei luoghi di lavoro bisognerà misurare la temperatura. Sul fronte delle attività produttive, invece, ci sono ancora parecchi dubbi che riguardano l’apertura di parrucchieri ed estetisti, che chiedono di anticipare rispetto al 1° giugno, ma anche dei ristoratori. La teoria delle aperture differenziate, su cui la Calabria ieri ha fatto una forzatura, potrebbe slittare al 18 maggio, così come consigliato dal ministro Francesco Boccia.

30-04-20

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