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Scandalo del pizzo antimafioso Indagato anche un medico

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CATANIA – C’è anche un medico, accusato di falso, finito nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Salvatore Campo, presidente dell’associazione antiracket siciliana, con l’accusa di estorsione. Il dottore finito sul registro degli indagati si chiama Liborio Pepi ed è accusato, insieme a Campo di aver “attestato falsamente” in un certificato medico che un paziente fosse in cura sin dagli anni ’80 e che a seguito dell’intimidazione subita negli anni ’90, “avesse riportato una patologia diagnosticata come depressione maggiore”. Una depressione che, però, sarebbe inesistente, come ha accertato la Guardia di Finanza coordinata dal psostituto procuratore Fabio Regolo e dal procuratore capo Carmelo Zuccaro.

LE INTERCETTAZIONI . Nel febbraio del 2018 viene intercettata una conversazione tra Campo e una vittima della mafia. Il paladino dell’antimafia suggerisce a Pepi come predisporre una certificazione medica sullo stato di salute, “da allegare all’istanza di indennizzo”, scrive il Gip, “e gli indicava di attestare falsamente che lo stesso soffriva di una depressione maggiore e di prescrivergli una cura adeguata”. Lo scopo sarebbe stato quello di “dimostrare il danno biologico e ottenere un maggiore indennizzo da parte dello Stato”.

SOLDI – In mezzo ci sono i soldi del risarcimento alle vittime della mafia. Campo voleva la sua parte, direttamente proporzionale a quanto riusciva a far ottenere al diretto interessato; in questo caso con il danno biologico la cifra sarebbe lievitata. Il dottore si è prestato al falso, il diretto interessato era il cognato.

I VERBALI – Interrogata dai magistrati, la sorella del medico indagato, ha parlato del rapporto tra Campo e i soldi. “Posso confermare che l’atteggiamento di Campo, nel corso degli anni, è molto cambiato e confermo che nell’ultimo periodo le sue richieste di denaro sono state pressanti e in particolare, non avendo io ancora pagato una parte dei 2.500 euro sopra indicati, mi ha pià volte chiamato, usando un tono di voce alterato e pressante, pretendendo il pagamento immediato”. Il pagamento dei soldi sarebbe servito a portare avanti la pratica. In caso contrario, tutto sarebbe andato a rilento.

redazione 30-10-2018

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