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Riina, udienza per la scarcerazione. Decisione a giorni, la sua salute peggiora

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Arriverà a giorni la decisione del tribunale del riesame di Bologna sulle condizioni di carcerazione di Totò Riina. Il collegio dei giudici presieduto da Antonietta Fiorillo si è riservato la decisione per analizzare anche i nuovi elementi avanzato dalla difesa del boss. La discussione si è concentrata su una nuova relazione dell’ospedale di Parma che certifica come lo stato di salute si stia progressivamente aggravando. La perizia del primario Michele Riva è datata 4 luglio, ed è stata inviata ai tribunali di Milano e Bologna, oltre che alla procura generale di Bologna. Alla luce della nuova relazione i legali di Riina, inizialmente intenzionati a chiedere un rinvio, hanno sollecitato una decisione immediata del tribunale.

L’avvovato Luca Cianferoni ha spiegato che la richiesta è quella del “differimento della pena nella forma della detenzione ospedaliera”. Il legale ha ribadito che nessuno ha mai chiesto che “Riina ritorni a casa a Corleone. Anche perché non sarebbe in grado di poter stare in un’abitazione civile”. Per il boss si chiede invece “la permanenza in una struttura in cui possa essere assistito quotidianamente e in maniera continua”. Per Gianferoni “va benissimo anche la struttura nella quale si trova attualmente a Parma”, e questo “fa venir meno il 41 bis”. La soluzione migliore sarebbe tuttavia ” una casa di riposo ospedalizzata, visto che Riina non è autosufficiente”.

All’udienza era presente il procuratore generale Ignazio De Francisci, il quale ha chiesto che l’istanza venga respinta e che quindi il regime carcerario del boss dei corleonesi non venga mutato. Riina, 86 anni, era collegato in videoconferenza dall’ospedale di Parms. Non ha fatto dichiarazioni ed è apparso vigile anche se sdraiato a letto. Nel decidere sull’istanza il tribunale dovrà anche tenere conto della recente pronuncia della Cassazione su un ricorso di Riina. Un atto con il quale la Suprema Corte aveva affermato l’esistenza di un “diritto a morire dignitosamente” e aveva scritto che la sorveglianza aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico”.

siciliafan 08-07-2017

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