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Mafia arrestati i fiancheggiatori di Leo Sutera presa anche la fiorai di Sambuca

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Si chiude il cerchio intorno al boss Leo Sutera. La Squadra Mobile di Agrigento guidata da Giovanni Minardi, insieme agli agenti della Squadra Mobile di Palermo e i poliziotti dello Sco, hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti dello stesso Sutera – accusato di associazione mafiosa e ristretto all’ospedale civico di Palermo – e di tre fiancheggiatori considerati i “fedelissimi” del “professore

Si tratta della fioraia del paese Maria Salvato, 45 anni; dell’imprenditore Giuseppe Tabone, 53 anni e dell’autista del boss Vito Vaccaro, 57 anni. Per loro l’accusa è di favoreggiamento con l’aggravante mafiosa. 

L’indagine culminata con il fermo di Leo Sutera il 29 ottobre scorso permetteva fin da subito di individuare il ruolo delle tre persone oggi coinvolte. Per gli inquirenti particolare rilievo ricopriva il negozio di fiori gestito da Maria Salvato e l’abitazione dell’anziana madre di Sutera: luoghi ubicati al di fuori del centro e dotati di caratteristiche di assoluta riservatezza dove poter trattare argomenti particolarmente delicati. La Salvato sin da subito è risultata avere numerosissimi contatti con il Sutera ed in possesso di notizie (anche riservate, relative al medesimo, ai ruoli e alle vicende specifiche della struttura organizzativa), che se tradizionalmente appartengono al patrimonio conoscitivo esclusivo degli associati mafiosi, costituiscono  inevitabilmente oggetto di  conoscenza specifica di chi  coadiuva un soggetto del calibro di Leo Sutera e lo  supporta nella comunicazione, negli spostamenti ed in generale nello svolgimento in concreto del suo ruolo operativo.

La figura di Vito Vaccaro emergeva nel corso delle indagini svolte dal mese di novembre 2017 e si delineava sin da subito quale soggetto in strettissimo contatto con il “professore”, di cui è principalmente l’“autista”, ma dal quale raccoglie informazioni estremamente importanti e con il quale discute di argomenti sensibili e riconducibili alle dinamiche operative ed agli interessi del Sutera.

Nel corso della predetta conversazione, Vaccaro precisava con toni assolutamente espliciti ed inequivocabili il ruolo attualmente rivestito da Leo Sutera all’interno dell’organizzazione criminale, indicandolo a capo dell’intera provincia agrigentina, affermando in particolare: (…) Perché lui “tagliato” è. E’ il capo di tutta la provincia di Agrigento (…)“(…) muta non dire niente. Comanda tutta Agrigento. Io ti ho detto questa cosa che non ti dovevo dire. Stai attenta e parli … perché (…) nemmeno se ci lasciamo. Prendi e svuoti (…) te lo devi tenere nello stomaco. Io … con me si è comportato bene (…). 

Giuseppe Tabone è invece un imprenditore titolare di una ditta che si occupa di  lavori di terra con eventuali opere connesse in muratura e cemento armato con sede Sambuca e sin da subito diveniva oggetto di attento e costante monitoraggio, in ragione del particolare legame che lo unisce al Sutera, con il quale risultano numerosissimi contatti ed incontri, nonché conversazioni aventi ad oggetto argomenti sensibili che consentono al Tabone di essere a conoscenza di vicende e ruoli assai rilevanti del contesto criminale.
grandangolo 20-11-2018

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