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Divorzio, mantenimento soltanto se lei dà prova di non poter lavorare

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Catania – La Corte d’Appello di Catania, nell’ambito di una causa di divorzio, con una sentenza che dirime ormai completamente ogni dubbio interpretativo, introduce come inderogabile il “Principio di autoresponsabilità economica” – già sancito dalla Cassazione – ritenendolo l’unico valido e applicabile alla luce degli attuali mutamenti economico-sociali che, tra l’altro, non creano più barriere alle donne nel mondo del lavoro, cosicché – e questa è una novità dei giudici catanesi – “l’onere di provare la mancanza di adeguati mezzi di sostentamento e dei motivi oggettivi per poterseli procurare – sostiene la Corte d’Appello – grava sulla moglie che dovrà provare l’impossibilita lamentata”.

In parole povere, per ottenere un importo a titolo di mantenimento, dovrà provare che non riesce a trovare un lavoro e, in ogni caso, l’inesistenza di altre rendite, finanziarie o da immobili, che possano sostituire i redditi da mancata occupazione. La nota moralizzatrice è di non poco conto: le mogli davvero bisognose e impossibilitate realmente a lavorare continueranno a percepire l’assegno di mantenimento, ma tutte coloro che anche solo potenzialmente sono abili al lavoro non percepiranno più nulla dall’ex coniuge.

redazione 06-11-2018

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