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Barbieri e parrucchieri chiusi, “l’abusivismo favorirà il contagio” attacca Confartigianato

par“La decisione di tenere chiuse, per chissà quanto tempo ancora, le attività di acconciatura e i centri estetic favorirà il proliferare dell’abusivismo e conseguentemente aumenterà il rischio di contagio del Covid-19 anche nel nostro territorio”, che rilanciando una presa di posizione espressa dai vertici nazionali dell’associazione datoriale, si dicono molto preoccupati per le sorti della categoria degli acconciatori e dei centri estetici duramente penalizzata dall’ultimo decreto governativo che regola la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. La preoccupazione riguarda anche e soprattutto gli aspetti sanitari di questa scelta  incomprensibile ed inaccettabile.
“Nessuno di noi si sognerebbe di sacrificare la salute dei nostri concittadini e dei nostri associati sull’altare del profitto, ma oggi siamo al cospetto di una decisione che potrebbe dare il colpo finale ad una categoria già fortemente penalizzata come altre dalla pandemia, ancor di più perchè la chiusura forzata delle attività regolari sta alimentando fortemente la concorrenza sleale, diretta conseguenza dell’abusivismo”.
Abusivismo che rischia di far diventare la decisione di tenere chiusi acconciatori e centri estetici fino al 1° giugno un vero e proprio boomerang sul piano del contenimento del contagio del Covid-19.
“La riapertura dei centri estetici, dei barbieri e dei parrucchieri era subordinata all’applicazione di un protocollo sanitario stringente e preciso che prevede tutta una serie di processi di disinfettazione attenta degli strumenti e di sanificazione degli ambienti di lavoro che avrebbe garantito la sicurezza degli utenti  un protocollo che certamente non stanno applicando e non applicheranno gli abusivi”.
“L’attività di coloro che abusivamente svolgono tali servizi alla persona si esplica soprattutto con visite a domicilio ,pertanto vi lascio solo immaginare cosa significa ciò in termini di rischio di trasmissione del virus da un cliente ad un altro, da una famiglia all’altra. Ecco perchè siamo molto preoccupati, non solo dai risvolti economici di questa scellerata decisione”.

“La chiusura fino al 1° giugno è una decisione devastante per la categoria degli acconciatori e dei centri estetici anche nel nostro territorio provinciale – affermano i vertici di Confartigianato, e se il Governo vorrà mantenere questa strategia è in dovere di sostenere le tantissime aziende che rischiano il collasso definitivo con misure come i contributi a fondo perduto che certo non possono ridursi ai 600 euro unatantum che finora hanno rappresentato una goccia nell’oceano”.
In tal senso, in queste ore, Confartigianato sta chiedendo a deputati e senatori del territorio di intervenire in Parlamento per affrontare in tempi brevi la questione.

28-04-2020

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